giovedì 21 maggio 2026

Domenica 24 maggio allo Spazio Cultura omaggio al 70° anniversario del conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Generale Franco Magnani

 


















il 70° anniversario del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare al Generale Franco Magnani

 

Nella mattina del 24 maggio 2026, sarà presente a Trieste una nutrita delegazione del Gruppo di Mede dell’Associazione NazionaleAlpini appartenente alla Sezione di Casale Monferrato (Pavia), per partecipare alla   cerimonia organizzata dall’Istituto del Nastro Azzurro presso il Parco della Rimembranza in occasione della giornata del Decorato al Valor Militare e del Centenario del Parco della Rimembranza.

Il motivo di questa partecipazione è dovuto al fatto che quest’anno, proprio nella data del 24 di maggio ricorre il 70° anniversario del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare al Generale Franco Magnani, concittadino di Mede, e che proprio a Trieste in Piazza dell’Unità d’Italia ricevette ufficialmente la decorazione nel 1956.




 Erano passati solo due anni dal ritorno di Trieste all'Italia (1954), lo stesso anno in cui Magnani era rientrato dalla lunghissima prigionia in Unione Sovietica dopo la Campagna di Russia. La scelta di Trieste per la cerimonia sottolineava il legame tra l'eroismo individuale del soldato e la ritrovata unità nazionale ed è legato a un momento storico e celebrativo di grande rilievo nel contesto del ritorno della città alla Madre Patria dopo gli anni di occupazione al 1943 al 1954, gli stessi che Magnani visse in prigionia. Dopo 11 anni di segregazione, Magnani fu tra gli ultimi prigionieri di guerra a essere rimpatriati. Il suo rientro in Italia avvenne nel febbraio del 1954, passando per il Brennero e arrivando inizialmente a Udine, dove ricevette un'accoglienza calorosa come simbolo di tutti i reduci della Russia. 



Il 1954 fu l'anno del "ricongiungimento" di Trieste all'Italia. Magnani, rientrato appena pochi mesi prima, divenne l'incarnazione vivente della fedeltà nazionale che la città stessa stava celebrando.

Proprio nel 1954, dopo il rimpatrio, Magnani fu riammesso in servizio attivo nell'Esercito Italiano, venendo promosso Maggiore e rientrando nella Brigata alpina "Julia", appena costituita nel 1949, erede della Divisione martire. Nell’ anno gli venne affidato il comando prima del Battaglione "Feltre" e poi del Battaglione "Gemona" al comando del quale sfilerà a Trieste sulle rive nella parata del 4 novembre.




Nel 1955 Franco Magnani da Tenente Colonnello fu protagonista a Trieste di un evento di straordinario valore simbolico per gli Alpini: la 28ª Adunata Nazionale, svoltasi il 14 ed il 15 maggio e celebrata come Adunata del Ritorno.  Magnani aveva da poco assunto il comando del ricostituito Battaglione "Gemona" e durante la parata, guidò i suoi uomini ricevendo ovazioni continue dalla folla triestina, che vedeva in lui non solo l'eroe di guerra, ma l'uomo che non si era piegato agli 11 anni di prigionia.




Le cronache dell'epoca descrivono come Magnani, con la sua inconfondibile barba bianca cresciuta durante la prigionia, fosse diventato l'ufficiale più ammirato e fotografato della parata.  È proprio in questo periodo che si consolidò l'immagine di Magnani come "Alpino leggendario", preludio alla solenne celebrazione che si sarebbe tenuta in Piazza Unità d'Italia il 24 maggio 1956 durante la quale ricevette la massima onorificenza militare proprio a Trieste, in Piazza Unità d'Italia per mani dell’allora Ministro della Difesa Paolo Emilio Taviani




Allo spazio cultura di Borgo San Mauro tramite la Famiglia Alpina verrà allestita per la giornata del 24 maggio una esposizione di foto a lui dedicate 

 L'ANTEPRIMA DELLA MOSTRA

 

  

Il Generale Franco Magnani (Mede, 9 marzo 1909 – Torino, 1° marzo 1965) è stato una delle figure più leggendarie e simboliche del Corpo degli Alpini. Diplomatosi in ragioneria, iniziò la carriera militare come sottotenente nel 1929 partecipando inizialmente a diverse a campagne coloniali. In Tripolitania (1930), prestò servizio nel VI Battaglione libico, in Africa Orientale (1935) nella Campagna d'Etiopia è stato al comando di un plotone mitraglieri, ottenendo due Croci di Guerra e la promozione a tenente per meriti di guerra.

 Durante il secondo conflitto mondiale, è stato impegnato prima sul fronte greco-albanese (1940) e successivamente, dal 1942, sul Fronte Russo come capitano dell'8º Reggimento Alpini della Divisione Julia ove comandò la 12ª Compagnia del Battaglione "Tolmezzo". Nel gennaio 1943, nelle fasi del tragico ripiegamento dal fiume Don venne catturato a Novo Georgewka mentre difendeva le posizioni con i pochi superstiti del suo reparto. Successivamente trascorse 11 anni di prigionia in Unione Sovietica, subendo privazioni e sevizie per il suo rifiuto di piegarsi alla propaganda politica nei campi.  

Rientrato in patria nel febbraio 1954 dopo la morte di Stalin, riprese la carriera militare diventando un punto di riferimento morale per gli Alpini, guidando inizialmente il Battaglione Gemona, poi dal 1956 il 7º Reggimento Alpini. È stato comandante della Scuola Militare Nunziatella (1960-61), successivamente come Generale di Brigata dal 1961 comandò la Brigata alpina "Taurinense" e nell'ottobre 1964, prese il Comando Regione Militare Nord Ovest. Morì improvvisamente a Torino nel marzo 1965 a seguito di un incidente stradale pochi mesi dopo essere stato trasferito al suo nuovo prestigioso incarico.

 La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare (conferita con decreto del 16 maggio 1956) è un documento toccante che riassume l'eroismo sul campo del Generale Franco Magnani, sia come comandante in battaglia che come irremovibile prigioniero nei lager sovietici, uomo che è rimasto sempre fedele al giuramento prestato.

  Magnifica figura di ufficiale e combattente, già ripetutamente distintosi per l'incrollabile fede e l'eccezionale sprezzo del pericolo – specie in una difficile e delicata operazione di guerra precedente la cattura – durante lunga prigionia sfidava a viso aperto minacce e sevizie, punizioni e condanne, tenendo alto e immacolato il nome di soldato italiano. Impavido nell'affrontare mortali sofferenze, tenace nel sopportarle, indomabile contro la persecuzione del nemico e dell'avverso destino dava prova di elevate virtù militari ed esempio sublime di incorruttibile onestà, di onore adamantino. Per il suo dignitoso contegno di assoluta intransigenza con le leggi del dovere, guadagnò il martirio dei lavori forzati. Dimostrò così che si può anche essere vinti materialmente e restare imbattuti, anzi vittoriosi, nel campo dell'onore.

Guerra di Russia 1942-1954

 Altre decorazioni: una Medaglia d’Argento al Valor Militare, due Croci di Guerra al Valor Militare, cinque Croci al Merito di Guerra, due promozioni per meriti di Guerra.

 


Nonostante Magnani fosse originario di Mede (Pavia) e avesse servito principalmente in reparti come la "Julia" e la "Taurinense", la sua imponente figura di "Alpino del Don" con la caratteristica barba divenne molto nota a Trieste proprio in occasione sia del’ Adunata Nazionale che per il conferimento della massima onorificenza al Valor Militare. Mentre Trieste nel 1954 tornava ufficialmente italiana, Franco Magnani tornava a essere un soldato dell'Esercito Italiano in un Paese che stava finalmente chiudendo le ferite del dopoguerra ed entrambi sono stati per questo uniti all’esempio di fedeltà alla Patria.

Trieste 24 maggio 1956, 24 maggio 2026

 



venerdì 15 maggio 2026

LA SFILATA A GENOVA - LA FAMIGLIA ALPINA DI DUINO AURISINA IN CAMMINO

 LE IMMAGINI DELLA SFILATA DI GENOVA E DELL'ADUNATA DELLA FAMIGLIA ALPINA  E DELL'ANA SEZIONE DI TRIESTE 

GENOVA | GENOVA SI RIEMPIE DI ALPINI: 

LA SFILATA IN DIRETTA SULLE 

RETI MEDIANORDEST











GENOVA | GENOVA SI RIEMPIE DI ALPINI:

 LA SFILATA IN DIRETTA SULLE 

RETI MEDIANORDEST

10/05/2026 GENOVA – Andiamo ora a Genova, dove si è tenuta l’Adunata degli Alpini. Il nostro Omar Costantini ha intercettato gli alpini triestini ad inizio sfilata. – Intervistati MAURO DEPETRONI (VICEPRESIDENTE VICARIO SEZIONE ANA TRIESTE) (Servizio di Umberto Bosazzi)


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